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Padre Querzani il 25/03/2020 scrive…..

Come saprete, la minaccia di quel malaugurato virus sta incombendo anche qui da noi in Congo.

A Kinshasa ( e per il momento sembra solo lì) sono già stati registrati una cinquantina di casi e tre decessi. Ma qui da noi non ci sono i mezzi per testare i sospetti e individuare tutti i contatti di coloro che si sono ammalati è una cosa estremamente ardua.

Il Presidente, poco più di una settimana fà, alla stregua dei Paesi occidentali dai quali è arrivato il contagio, ha emanato delle disposizioni restrittive: chiusura di tutte le scuole e Università (compresi i culti religiosi), divieto di assembramento di più di 20 persone eccetera, oltre a indicare le norme igieniche per proteggersi dal contagio. Ma le regole che in occidente, con un po' di senso di disciplina e responsabilità, possono essere messe in pratica (per esempio quella di "stare a casa") qui sono praticamente impossibili.

L'85% del lavoro qui è "informale" ed è quello che assicura più o meno la sopravvivenza di gran parte della popolazione. Stare a casa significherebbe semplicemente "morire di fame"! Allora tanto vale "morire a causa del coronavirus". E 'una soluzione più rapida e forse meno dolorosa.

Questa è un po' la nostra situazione.

L'unica arma "potente", al di là dello sforzo di rispettare le regole igieniche prescritte, rimane la PREGHIERA. Nella nostra Comunità abbiamo iniziato una novena di adorazione sia per implorare che il contagio risparmi questa popolazione che di tragedie ne ha già vissuto troppe, sia per pregare per i nostri confratelli ( a Parma ne sono già morti 15 nel giro di poche settimane!), e per tutti, in modo particolare per i nostri familiari, Amici e benefattori tra i quali voi siete in prima linea.

Padre Querzani il 27/03/2020 scrive……

A Kinshasa il Governatore ha decretato il "confinamento obbligatorio alternato": cioè da domani per quattro giorni nessuno deve uscire di casa, poi ci saranno due giorni per poter uscire e fare le compere e le provviste alimentari. E così via di seguito.

Fare le compere e le provviste alimentari con che soldi ? La stragrande maggioranza della gente, se non può uscire per fare quei piccoli lavoretti che gli consente di guadagnare quei pochi soldi per poter mangiare, come fa a sopravvivere?

Come al solito, le autorità e tutti quei politicanti corrotti che si sono tutti arricchiti illegalmente a scapito del bene comune,  vivono fuori dalla realtà. Tra l'altro i contagi, dalle notizie appena  emerse, ci sono stati tra di loro e non tra i poveracci. Il Presidente ha voluto che tutti i membri dell'attuale Governo facessero il test del coronavirus e diversi tra di loro sono risultati positivi, anche se per discrezione non hanno pubblicato i nomi dei contagiati. Sono loro assieme a tutti i loro compari che hanno rovinato il Congo con la loro corruzione, condannando la gente ad una povertà spesso estrema, che dovrebbero essere confinati, ma per sempre, ....in prigione !

I primi morti sono tutte persone di alto rango: un medico fratello dell'attuale Ministro dell'Economia (una donna) che è in quarantena, e un alto Magistrato.

Temo che questa ordinanza in una megalopoli caotica come Kinshasa scatenerà delle reazioni violente.

Staremo a vedere.

Stasera alle ore 19, abbiamo seguito con grande emozione e partecipazione alla funzione fatta da Papa Francesco con l'adorazione (noi avevamo anticipato la nostra per poter assistere al programma televisivo trasmesso su RAI internazionale) e la benedizione Urbi et Orbi.

Spero abbia toccato il cuore di molti, o almeno fatto riflettere tanta gente in tutto il mondo facendo loro capire che bisogna tornare alle cose che contano.

Domani compio i 77 anni. A mezzogiorno pranzerò coi nostri bambini della CF Tupendane e a cena, come al solito, sarò in comunità dove avranno preparato una torta o qualcosa di simile e anch'io ci aggiungerò un torrone e una scatola di biscotti alla cioccolata che erano nel pacco inviato da suor Jacinta e che ho tenuto apposta per i confratelli per questa  circostanza.

Il resto farà la gioia dei nostri bimbi.

Speriamo che in Italia e anche negli altri Paesi dove stanno infierendo i contagi, dopo la preghiera fatta stasera dal Papa con la partecipazione di una moltitudine di fedeli di tutte le parti del mondo, l'epidemia registri un sensibile calo e poco a poco sparisca.

Di morti ce ne saranno certamente ancora, anche tra di noi. Lì a Parma altri due si sono aggiunti alla lunga lista proprio ieri e ieri l'altro.. Tutti e due avevano lavorato in Congo. Uno dei due, un po'meno anziano, doveva tornare in Congo, ma purtroppo, anche per ragioni di salute, si è venuto a trovare a Parma nel momento sbagliato e ha preso .. un'altra direzione "migliore". Dico migliore perché tutti saranno certamente in Paradiso

Bambini del Centro di Assistenza Tupendane

Con gli operai del cantiere a fine lavori

Si chiama CIKURU DESTIN. E' un ragazzino che avrà 12 o 13 anni con due stracci sporchi addosso e un vistoso handicap, probabilmente congenito, alla gamba sinistra che dal ginocchio in giù presenta un breve moncone contorto che termina con un piedino sbilenco.

Il mattino del 27 febbraio, al mio arrivo nel nostro Centro di Assistenza Tupendane nel quale assistiamo i bambini vulnerabili, me lo trovo davanti alla porta di entrata col bastone che gli serve per camminare.

Spontaneamente lo saluto, gli sorrido e lo invito a entrare. Mi accorgo che è pieno di scabbia, una scabbia già infetta soprattutto ai polsi, le mani e i piedi.

Prima cosa, chiedo che gli venga fatto fare un bel bagno e che quei due stracci contaminati che ha addosso vengano bruciati

Poi inizio con cura e pazienza a medicarlo. Comincio dalle zone dove c'è presenza di pus utilizzando una pomata anti scabbia combinata a una pomata e a cura antibiotica.

Poi gli bendo le zone più infette.

Finita questa operazione, assieme a Merida, la brava responsabile del Centro di Assistenza, iniziamo il colloquio per redigere la scheda del nostro nuovo ospite annotando i dati e le vicende che hanno caratterizzato la sua storia. Un'impresa sempre ardua a causa dell'inveterata abitudine che hanno un po' tutti di dire...un sacco di bugie.

Ma alla fine, con la pazienza e con l'esperienza ormai acquisita in tanti anni, riusciamo ad avere un quadro abbastanza preciso della situazione del ragazzino che abbiamo davanti. Già il suo nome Destin (= Destino), mi fa spontaneamente pensare che per lui il "destino" sia stato finora poco fortunato e piuttosto avverso. Ed è proprio così.

Originario di una famiglia poverissima del villaggio di Kabamba, situato nella zona di Kalehe a un centinaio di Km da Bukavu, da diversi mesi aveva abbandonato la sua famiglia e con mezzi di fortuna era arrivato a Bukavu vivendo alla meglio in uno dei quartieri più poveri e caotici della città. Un Pastore protestante gli aveva dato alloggio per un po' di giorni a casa sua. In seguito aveva attraversato la frontiera ed era andato nella cittadina ruandese di Cyangugu, limitrofa a Bukavu, dove era stato accolto in una specie di orfanatrofio. Non trovandosi a suo agio, dopo un po' di tempo, era scappato tornando a Bukavu e si era adattato, come tanti altri ragazzini, a condurre la vita precaria e incerta dei "ragazzini di strada". Una vita particolarmente scomoda per lui condizionato da quel suo pesante handicap fisico.

Un giorno un uomo compassionevole, incontrandolo sulla strada forse intento a mendicare, gli ha suggerito di venire nel nostro Centro qui a Kadutu.

Ho provato spontaneamente una grande tenerezza vedendo quel ragazzino con quel brutto handicap davanti alla porta del nostro Centro e l'ho subito accolto nonostante le rimostranze di una persona che cercava di dissuadermi dicendo:" Ma è un maybobo!" (=Un ragazzo di strada"). Come per dire: "E' pericoloso prenderlo in casa!" Dopo il bagno e dopo avergli curato la scabbia,lo abbiamo fatto dormire per alcuni giorni fino a guarigione avvenuta in un luogo appartato per impedire che contaminasse la quarantina di bimbi assistiti nel nostro Centro.

Adesso l'idea che ho in testa è questa: una volta che avremo rintracciato i suoi genitori (se ancora li ha) o qualcuno della sua famiglia, cercherò, con il loro consenso, di farlo operare. Si tratterà di praticargli una amputazione appena sopra il ginocchio per liberarlo da quel moncone contorto e in seguito fargli applicare, in un Centro apposito presente qui a Bukavu, una protesi in modo che possa camminare liberamente. Ci vorrà un po' di tempo, ma ci arriveremo.

Intanto Destin si è trovato finalmente a suo agio nel nostro Centro.

Sente che gli vogliamo bene ed è molto contento. Sempre sorridente, cerca di manifestare la sua gioia e la sua riconoscenza in tante maniere. Ogni mattina, per esempio, al mio arrivo mi viene incontro saltellando sulla sua gamba sana per prendermi la borsa e portarla nel mio ufficio-ambulatorio.

Questo mi tocca il cuore e mi induce a ringraziare il Signore.

Mi viene da pensare: "Il suo "destino" finora così avverso e sfortunato non si sta forse trasformando pian pianino ... in un gioioso cammino verso la Pasqua?”

15/03/2019

P. Giovanni Querzani

Bukavu (R.D.Congo)