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Carissimi Amici e benefattori,

non mi è facile scrivervi questa lettera in questo momento così difficile, incerto e gravido di inquietudine per come sta evolvendo la guerra contro l’Ukraina e per le pesanti conseguenze economiche che continueranno a pesare ovunque: sia sul mondo occidentale, sia, anche con maggiore incidenza, sui Paesi del Terzo Mondo.

Nella nostra Regione del Kivu, all’estremo est del Congo, dove numerosi gruppi armati sono sempre attivi e contribuiscono a mantenere la popolazione in una situazione di permanente insicurezza, il brusco aumento dei prezzi di tutti i generi alimentari che è avvenuto proprio non ci voleva, perchè condanna la popolazione già tanto povera a una maggiore indigenza.

Ne abbiamo subito il contraccolpo anche noi per il nostro Centro Nutrizionale e il nostro Centro di Assistenza Tupendane nel quale vengono assistiti i bambini più vulnerabili.

Oltretutto, alcuni mesi fa’ mi è capitato un banale incidente che mi ha costretto a un brusco rientro in Italia. Per inavvertenza non mi ero accorto che il mio Visto di permanenza in Congo della durata di 5 anni mi era scaduto senza che l’avessi fatto rinnovare in tempo. Ho dovuto dunque precipitare la partenza per il mio rientro in Italia che avevo previsto per più tardi allo scopo di risolvere alcuni problemi di salute.

Grazie a Dio dispongo di una équipe di collaboratori molto valida che è in grado portare avanti le nostre attività senza difficoltà, anche in mia assenza.

Mamma Merida, che dirige con grande impegno e competenza la Casa Famiglia Tupendane e supervisiona tutte le altre attività, mi tiene costantemente informato.

La prima bella notizia che mi ha dato riguarda il risultato straordinario registrato dalla nostra Scuola San Pio (da Pietrelcina); agli esami statali tutti i nostri alunni, eccetto uno, sono stati promossi. Un successo davvero esaltante e una grande soddisfazione per i nostri insegnanti e per i genitori dei nostri alunni. Questo successo scolastico ha incentivato le iscrizioni per il nuovo anno che ha visto raddoppiato il numero degli alunni:704 divisi in 16 classi. Il massimo della capienza!

 

 

Piccoli alunni in classe Alunni durante la ricreazione

La nostra Casa-Famiglia (Centro di Assistenza) accoglie e si prende cura attualmente di 35 bambini e una povera mamma. Nel clima familiare che vi regna le nostre brave mamme che si prendono cura di questi bambini vulnerabili lo fanno in maniera davvero ammirevole.

 

Bambini della Casa-Famiglia Aline con due bimbi

Il nostro Centro Nutrizionale è frequentato da più di un centinaio di bambini in stato di denutrizione che vengono da differenti quartieri molto poveri accompagnati da un familiare.

La pappina caloro-proteica e il pasto che ricevono li aiutano a compensare le carenze alimentari di cui soffrono nelle loro famiglie permettendo loro poco a poco di rimettersi in uno stato di salute meno precario.

Refettorio del Centro Nutrizionale Bimbo che mangia

Riflettendo sulla situazione attuale, ciò che non manca di destare preoccupazione in noi deriva da questo pensiero: se la crisi innescata da questa malaugurata guerra contro l’Ukraina dovesse, come si teme, prolungarsi per troppo tempo, la conseguenza inevitabile sarà quella di far diminuire notevolmente il provvidenziale sostegno che ci ha permesso fino a oggi di portare avanti queste attività socio-umanitarie tanto importanti per il bene di tutti questi bambini.

Vogliamo sperare di no. Ed è per questo che assieme a tutti questi nostri bambini continuiamo a pregare perché ciò non avvenga. Il Signore sa tutto e noi vogliamo continuare a confidare nella sua Provvidenza.

P. Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu

nella Repubblica Democratica del Congo

26/09/2022

Cari Amici e Benefattori,

anche quest’anno attraverso il cammino quaresimale ci stiamo avvicinando alla celebrazione della Pasqua, l’avvenimento centrale della nostra fede.

Il contesto storico nel quale ci troviamo a vivere purtroppo non favorisce il clima di gioia che la festa di Pasqua richiederebbe.

Già da due anni eravamo in lotta con la temibile pandemia del Covid 19 che ha provocato tanta inquietudine, tanto stress e tante perdite umane in tante parti del mondo.

Proprio nel momento in cui cominciava a profilarsi una sia pur tenue speranza di superamento di questa calamità, si è abbattuta imprevista e inaspettata un’altra più grande e terribile calamità : la guerra in Ukraina, alle porte dell’Europa. Una follia che rischia di avere tragiche conseguenze non solo per il Paese vittima di questa atroce invasione militare, ma per il mondo intero.

A parte lo scenario catastrofico, che speriamo non si avveri, di una espansione di questo conflitto a una terza guerra mondiale, si possono già constatare le conseguenze economiche che stanno infierendo ovunque e minacciano di mettere a dura prova soprattutto i Paesi che appartengono alla fascia più debole delle nazioni in via di sviluppo delle quali fa parte anche questo paese, il Congo.

Lo spettro che si profila è quello di una « crisi alimentare globale ».

Le prime avvisaglie sono già presenti : oltre al rialzo del prezzo dei carburanti, che si è già verificato l’aumento di tutti i prezzi dei generi alimentari di base.

Se a questo seguirà anche un blocco delle importazioni, allora la situazione alimentare diverrà del tutto critica.

Questa prospettiva mi sconvolge pensando che qui da noi in Congo, secondo le statistiche dell’ONU, 70% della popolazione vive sotto la soglia della povertà e ci sono circa 27 milioni di congolesi in situazione di « insicurezza alimentare » e tanti di loro sono bambini.

Ne abbiamo esperienza diretta nel nostro Centro nutrizionale di Kadutu.

L’interrogativo che mi assilla è questo : fino a quando saremo in grado far fronte alla « emergenza nutrizionale » che si prospetta e che coinvolgerà tanti altri bambini ?

Assieme a papa Francesco innalziamo ogni giorno le mani verso il Cielo invocando dal Signore che la tragedia della guerra in corso possa terminare e ritorni la pace.

Il 25 marzo, festa dell’ Annunciazione, con intensa emozione e profonda fiducia, ci siamo uniti al Papa per la speciale preghiera di consacrazione della Russia e dell’Ukraina e di tutta l’umanità (noi compresi) al Cuore Immacolato di Maria.

L’efficacia di questo atto così significativo di fede, condiviso da milioni di credenti sparsi in tutto il mondo, non potrà mancare ad apportare un beneficio positivo alla soluzione di questa guerra insensata e atroce, come pure delle altre guerre « dimenticate » che da anni sono in corso in altre parti del mondo.

Qui nell’est del Congo ne abbiamo subite ben due consecutive, seguite da una serie ininterrotta di conflitti armati e di atti di banditismo con atrocità e violenze di ogni genere che continuano a martoriare popolazioni inermi ed esauste.

La notizia che papa Francesco verrà nel mese di luglio a Goma, in questa parte sperduta e dolente dell’Africa, per celebrare una Messa proprio nel villaggio vicino al quale si svolse nel febbraio del 2021 la tragedia dell’uccisione del nostro amato e indimenticabile Ambasciatore Luca Attanasio e dei suoi compagni, è stata accolta con viva gioia dalla popolazione congolese come grande segno di conforto e di speranza .

E’ il grande dono che scaturirà da questa Pasqua.

Che il Signore Risorto porti anche a ciascuno di voi la grazia di cui avete maggiormente bisogno.

Auguro avoi tutti, e a ciascuno personalmente, una santa e gioiosa Pasqua !

Bukavu, 2 aprile 2022

P. Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu – R.D.Congo

Bukavu, 2 aprile 2022

P. Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu – R.D.Congo

Cari AMICI,

Anche quest’anno il NATALE è ormai alle porte. Un Natale dominato purtroppo un po’ dovunque da nuovi seri problemi. Si profila minacciosa la diffusione della nuova variante Omicron del virus Covid 19 che desta ovunque serie preoccupazioni e continua ad imperversare la crisi socio-economica che per tanta povera gente è sempre più affliggente.  Mi ha impressionato leggere poco tempo fa’ un articolo sul fatto che anche in Italia le persone bisognose di aiuto alimentare sfiorano i 5 milioni.

Che dire allora della realtà di questo nostro amato Paese, il Congo, dove le persone in condizioni di « insicurezza alimentare », spesso anche molto gravi, ammontano a decine di milioni ?

E’ una realtà che abbiamo così spesso davanti agli occhi e di fronte alla quale ci sentiamo sempre più impotenti, tanto più che la nefasta azione di numerosi Gruppi armati e del banditismo che dilaga continuano ad infierire sulla popolazione, nonostante le particolari e drastiche misure militari prese mesi fa’ dal Governo centrale nelle Provincie più martirizzate, quelle del Nord-Kivu e dell’Ituri. Provvedimenti che si sono dimostrati, a detta di molti, in buona parte deludenti e scarsamente efficaci.

Una immagine di questo stato pervasivo di sofferenza che affligge tanta povera gente l’abbiamo avuto giorni nell’arrivo di questa bimba, Birindwa Mugolì, che abbiamo accolto nel nostro Centro di Assistenza per i bambini vulnerabili. Era accompagnata dalla nonna paterna.

Questa bimba di 4 anni con una tristezza profonda scolpita sul volto era rimasta abbandonata dai suoi giovani genitori che l’avevano messa al mondo dopo una convivenza superficiale. Il babbo se n’era andato alla ricerca di altre avventure in uno dei tanti siti minerari della regione dell’Urega dove si scava artigianalmente l’oro o il coltan e abbonda la prostituzione, La mamma se n’era andata a convivere con un altro uomo. Venuta a conoscenza della triste situazione di questa sua sfortunata nipotina, è intervenuta la nonna paterna che abita in un quartiere povero di Bukavu. Non ha esitato ad andarla a prendere e se l’è portata a casa sua. Ma le bocche da sfamare in quella casa erano molte e la povertà opprimente.

La bimba continuava a deperire. Allora ha pensato di portarla nel nostro Centro Nutrizionale di Kadutu. Appena ci siamo resi conto della sua penosa situazione, non abbiamo esitato ad accoglierla nella nostra Casa-Famiglia Tupendane dove siamo certi che con una buona alimentazione e cure appropriate congiunte soprattutto alla dedizione amorevole delle nostre brave mamme e alla simpatica compagnia degli altri bimbi, anche la piccola Mugolì non tarderà a riprendersi e a riacquistare il suo sorriso e la sua vivacità.

E’ nel contesto di questa povertà opprimente e del degrado morale da essa favorito che celebreremo anche quest’anno il Natale di Gesù. Lui è venuto proprio a condividere questa nostra natura umana decaduta per elevarla con la forza del suo amore e restituirle tutta la sua dignità.

L’avvenimento che precederà di qualche giorno la Festa di Natale quest’anno sarà un evento del tutto speciale : 8 coniugi che pur essendo battezzati da tanti anni convivevano e si trovavano quindi in una situazione matrimoniale irregolare, hanno deciso di regolarizzare il loro matrimonio e si stanno preparando con impegno. La benedizione coniugale li reinserirà a pieno titolo nella Comunità cristiana.

Lo stesso giorno i loro figli più piccoli, in tutto 14, dopo il loro matrimonio religioso, riceveranno il Battesimo. Sarà una grande festa che inonderà tutti di gioia e ci farà sentire questo Natale come un Natale vero e autentico : Gesù accolto con fede in queste 8 famiglie  alle quali ci uniremo tutti noi per celebrare il grande evento della venuta di Gesù.

E’ con questa bella notizia che, assieme a tutti i nostri bambini che vi ricordano e pregano per voi, vi auguriamo un santo NATALE vissuto senza sfarzi né sprechi inutili, ma con la semplicità e con la gioia vera della fede di questi nostri fratelli congolesi

P. Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu (R.D. Congo)

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Auguri di Buone Feste a tutti anche dall’Associazione

« LA TUA MANO PER LA PACE-AMICI DI PADRE QUERZANI-ODV »

Per sostenere i bimbi di Padre Querzani e le loro famiglie è possibile con il sostegno a distanza.

Per il sostegno di tutte le attività svolte a Bukavu : Scuole, Casa Famiglia, Centro Nutrizionale, sostegno Sanitario, Scuola di taglio e cucito ecc.. si possono fare donazioni liberali utilizzando i seguenti canali

PER SOSTENERCI: DONA IL TUO 5X1000: 90018300393

UNICREDIT BANCA IT87 O 02008 23710 000002760946

LA CASSA DI RAVENNA IT37 L 06270 67510 CC0090218716

BPER IT68 U 05387 13202 000001184574

C/C POSTALE 1021562879

Per maggiori informazioni: latuamanoperlapace@gmail.com – Cell 3487604181 Giovanna Farolfi

Si informo che il nostro socio Dott. Walter Neri, neurologo in pensione dell’Ospedale di Forlì e che ora si occupa dell’ufficio Migrantes della Diocesi di Forlì-Bertinoro, che ha avuto modo di conoscere Padre Giovanni Querzani, ha organizzato un INCONTRO IN DIRETTA STREAMING SU GOOGLE MEET, con Padre Querzani e Padre Bordignon della Missione Saveriana di Bukavu per un colloquio di TESTIMONIANZE DAL CONGO.
L’evento si terrà LUNEDI’ 19 APRILE 2021 alle ore 20,30 come da volantino allegato.
L’invito è rivolto ai soci e amici dell’Assoc. LA TUA MANO PER LA PACE e dell’Ass. AMICI PADRE QUERZANI che d’ora in avanti lavorano congiuntamente.
Ci terremmo molto alla vostra partecipazione numerosa.

Visualizza la registrazione dell'incontro

Bukavu, 23/03/2021

Cari Amici,

anche quest'anno la Pasqua è ormai vicina e mi viene spontaneo inviarvi a nome di tutti i nostri bambini i più sentiti Auguri e qualche breve informazione della nostra vita qui in Congo.

Desidero innanzitutto esprimere dal profondo del cuore l'auspicio che la crisi sanitaria creata dall'epidemia del Covid 19, dopo tanti lunghi mesi di sconcerto, di paura e di sofferenze, possa essere finalmente superata grazie alla strategia vaccinale in corso.

Continuo a ringraziare il Signore che ha voluto, in maniera del tutto insperata, riparmiare le popolazioni del Congo da questo flagello che non pochi prevedevano rovinoso e catastrofico. La pandemia ha colpito sì anche questo Paese, ma senza provocare gli effetti nefasti che si temevano. Ci sono tuttavia tanti altri drammi che restano attivi e laceranti per la nostra gente: la povertà dilagante, la corruzione che mina il tessuto sociale legato a un sistema politico ancora precario e dagli sviluppi incerti, il dilagare dell'insicurezza e delle atroci violenze che colpiscono le popolazioni civili soprattutto qui nella nostra Regione del Kivu, all'Est del Congo. Una drammatica realtà quest'ultima che, dopo l'ignobile evento dell'uccisione del nostro Ambasciatore Luca Attanasio con l'eroico carabiniere di scorta e il loro autista congolese, non si è attenuata. Al contrario, si è accentuata con una sequela ininterrotta di altre uccisioni e altri massacri.

Perché, ci si chiede, si lascia perdurare questa catena di orrori che colpiscono quasi sempre civili innocenti, comprese donne e bambini? Chi arma e sostiene tutti quei gruppi armati che continuano a seminare morte e desolazione? Possibile che gli interessi egoistici tesi all'accaparramento delle ricchezze minerarie di cui è particolarmente dotato il Congo debbano sempre prevalere oscurando anche i valori umani più essenziali?

Non sarebbe finalmente ora che la Comunità Internazionale facesse seguire alle condanne puramente verbali interventi concreti ed efficaci per aiutare il Governo congolese a neutralizzare e sradicare quei gruppi armati e assicurare a queste popolazioni inermi e così a lungo martoriate il sacrosanto diritto alla sicurezza e alla pace?

Sono tutti interrogativi che irrompono continuamente dentro di noi e ci torturano nel doloroso sentimento di impotenza che proviamo.

Sono ormai molti anni che il grido di queste popolazioni rimane inascoltato nonostante le denunce e i tanti appelli accorati dei loro Pastori e di numerosi esponenti della Società Civile. Solo nel territorio di Beni, nel nord Kivu e nella vicina Provincia dell'Ituri il gruppo armato denominato ADF di matrice ugandese e islamica ha trucidato a partire del mese di gennaio più di 200 persone, senza contare i numerosi feriti e le decine di migliaia di persone costrette a fuggire dai loro villaggi. Il Congo ha attualmente più di cinque milioni di sfollati che vivono come "profughi" all'interno del loro stesso Paese. Più il milione di profughi rifugiati nei Paesi vicini.

Alla luce di questi dati sconcertanti, non si può non ammettere che il Congo stia vivendo un "tempo di Passione". Ma resto profondamente convinto che a questo tempo così doloroso, anche se sembra interminabile, seguirà certamente la PASQUA.

Dio non può abbandonare questo popolo dove sono tanti a rivolgersi a Lui con fede e tenace speranza. La Pasqua è lo sbocco sicuro del mistero che realizza il suo disegno di amore e di salvezza per chiunque che ha fiducia in Lui.

Devo dire che sono sempre sorpreso e profondamente ammirato davanti alla incredibile forza d’animo dei congolesi, alla loro immensa capacità di pazienza e di sopportazione, ai sentimenti di fede e di speranza che animano tantissime persone semplici e povere con le quali sono in contatto ogni giorno.

Nonostante gli enormi problemi e l'incubo continuo della morte, in questa gente c'è ancora tanta voglia di vivere, tanta "apertura" alla vita, tanto ottimismo e tanta fiducia in un avvenire migliore. Vedo ogni giorno una marea di bambini sempre pronti a sorridere e contenti di quel poco o niente che hanno o che ricevono.

Quanto abbiamo da imparare dai poveri, dai semplici e dagli ultimi!

Spero anch'io, e lo auguro anche a tutti voi, di potere arrivare, per la grazia di Gesù Cristo, a questo traguardo gioioso della Pasqua!

Mentre, assieme al ricordo nella preghiera, vi invio i più fervidi Auguri, chiedo anche al Signore che si produca qui in Congo "il prodigio" di un vero rinnovamento politico che tutti auspicano e attendono. Per un vero avvenire "pasquale" di questo immenso Paese occorre infatti una nuova classe politica fatta di uomini che non pensino solo ai propri interessi egoistici, ma siano animati da autentici sentimenti patriottici, uomini visionari, intrapprendenti e attivi, capaci di orientare le immense ricchezze del Congo al bene comune attivando e valorizzando le enormi risorse umane di cui questo Paese dispone.

Buona Pasqua a tutti!

P. Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu - R.D. Congo

Cari Amici,

quando oggi sono tornato a casa (la Casa regionale dei Missionari Saveriani a Bukavu), alle due del pomeriggio dopo la mattinata trascorsa tra i bambini del nostro Centro Tupendane a Kadutu, mi è stata comunicata la notizia dell'uccisione a Goma del nostro Ambasciatore Luca Attanasio. Una notizia sconcertante che mi ha profondamente rattristato. Per noi era veramente una persona meravigliosa, molto sensibile e molto impegnata che apprezzavamo tantissimo.

Sabato 20 febbraio era arrivato nel tardo pomeriggio nella nostra Casa Regionale dove era programmato un incontro con gli italiani residenti a Bukavu, quasi tutti missionari. E' stato un bell'incontro molto cordiale e interessante nel quale, come al solito, era emersa la sua attitudine di "vicinanza" per tutti noi e la sua grande sensibilità umana.

Ha cenato e trascorso la notte qui in casa nostra dove si sentiva totalmente a suo agio e domenica mattina, prima di proseguire il suo viaggio per Goma ha partecipato alla santa Messa nella nostra cappella.

Nella mattinata di oggi, secondo il programma stabilito, si stava recando in una località situata in una zona a nord di Goma allo scopo di visitare e incentivare un progetto del PAM (Programma Alimentare Mondiale della FAO). Stava attraversando il Parco Nazionale della Virunga, quando il convoglio è stato improvvisamente attaccato da uomini armati che hanno sparato sul veicolo dell'ONU sul quale viaggiava l'Ambasciatore uccidendo di colpo l'autista congolese. I componenti del convoglio sono stati presi e portati via. Il movente dell'agguato era con molta probabilità il rapimento allo scopo di ottenere in seguito un lauto riscatto. Centinaia di persone in quella zona particolarmente infestata soprattutto da tre micidiali gruppi armati "fuori controllo" sono state rapite nel corso di questi ultimi anni a questo scopo.

Quando le Eco-Gardes (Poliziotti guardiani) del Parco nazionale,attirati dagli spari, sono intervenuti e si sono messi alla caccia dei rapitori, è a questo punto che sono stati ammazzati l'Ambasciatore e il carabiniere che gli faceva da scorta, mentre gli altri prigionieri sono riusciti a scappare rimanendo incolumi.

Le salme delle vittime di questo ignobile agguato sono state portate a Goma. Anche se la dinamica di questo tragico avvenimento non è ancora del tutto chiara, questi sono i dettagli finora emersi. Questa notizia così inattesa ci ha sconvolto e rattristato tutti.

Questo giovane ambasciatore si era distinto per la sua grande sensibilità umana e il suo attivismo umanitario. Durante la visita effettuata anno scorso a qui a Bukavu era venuto con la moglie a visitare il nostro Centro di Assistenza dei bambini vulnerabili a Kadutu.

Era rimasto molto colpito e ci aveva manifestato una grande simpatia.

Sabato scorso al suo arrivo, appena mi ha visto, mi ha salutato con grande benevolenza e mi ha chiesto dei nostri bambini. Anche lui era padre affettuoso di tre graziosissime bambine.

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Al di là del grande rammarico che proviamo per la sua scomparsa, ci rimarrà un ricordo meraviglioso di questo Ambasciatore "speciale", uomo luminoso, entusiasta e attivo che nel suo ruolo diplomatico, oltre a distinguersi per una reale vicinanza a noi italiani, operava anche con sincero impegno per il bene del Congo e dei Congolesi.

P.Giovanni Querzani

Bukavu - R.D.Congo

Cari Amici,

a dispetto dell'ombra nera del Covid 19 che sta offuscando la vita a mezzo mondo, abbiamo vissuto una bella festa di NATALE nella serenità e nella gioia.

Le autorità dello Stato avevano decretato anche qui, alla stregua dei Paesi occidentali, tutta una serie di misure restrittive alle quali, in realtà, quasi nessuno ha dato peso.

In questo Paese dove più del 70% della popolazione ha meno di trent'anni, la forza della vita prevale sempre, nonostante i drammi continui che si susseguono.

Più che a parole desidero mostrarvelo attraverso queste foto che ho il piacere di inviarvi. Domani celebreremo la festa della Santa Famiglia e ricorderemo anche tutte le vostre famiglie. Secondo me questo della famiglia è uno sei punti fondamentali che sta mandando a picco la civiltà occidentale.

Non a caso Papa Francesco nel 2016 aveva denunciato a chiare lettere la massiccia e tremenda aggressione organizzata in Occidente per distruggere la famiglia. Tutto è messo in atto a questo scopo distruttivo e irrazionale. Ed è su questo che, secondo me, si gioca il destino della nostra civiltà tecnologica e neo-pagana che porterà, se non si arresta o fallisce questo micidiale complotto delle forze del male, a un inarrestabile declino e una inevitabile auto-distruzione.

La nostra fiducia è tutta su quel fragile Bimbo Divino che, assumendo la nostra natura umana non ha voluto né prestigio, né ricchezza,né potenza, ma solo una Santa Famiglia che con umiltà e mitezza ha sconfitto la furia omicida di Erode.

Rinnovo a tutti i miei più fervidi Auguri di Buon Anno !

P.Giovanni Querzani Bukavu - R.D.Congo

Presepio Vivente

Presepio Vivente

Presepio Vivente Bambini protagonisti del Presepio

Messa di NATALE Letture

Pranzo di NATALE

Cari Amici,

si avvicina il Santo Natale. Nel contesto così critico in cui si sta dibattendo l'Italia alle prese con la seconda ondata dell'epidemia del Covid 19 sembra quasi un controsenso voler esprimere degli Auguri. Eppure lo faccio ugualmente e di tutto cuore. Perché quello che appare dal bombardamento mediatico quotidiano non è spesso la verità vera e profonda delle cose. E' vero che la solita folla di politicanti o specialisti veri o presunti della sanità continuano a contendersi la scena mediatica con l'esibizione dei loro interminabili litigi o lanciando analisi e dichiarazioni che non fanno altro che accrescere nella gente la paura, lo sconcerto e la frustrazione.

Dietro di loro tuttavia, oltre il sipario mediatico, c'è anche una marea di persone impegnate a mostrare l'aspetto nobile del nostro amato Paese dando prova di una forza d'animo e di una dedizione degne della più grande ammirazione.

E' a loro e assieme a loro a tutti voi che desidero rivolgere l'augurio di un Natale vero e santo, al di là di tutte le penose restrizioni alle quali sarete sottoposti.

Del resto, il primo Natale, quello che S.Francesco di Assisi ha voluto rievocare nel presepio esprimendo il sentimento di fede della gente comune, è avvenuto in un contesto molto difficile e probabilmente anche più critico del nostro.

C'era una Potenza sovrannazionale che dominava il mondo. l'impero Romano che oggi ha il suo sinistro parallelo nella potenza del Capitalismo Finanziario Internazionale.

C'era Erode e tutta una pletora di governanti egoisti e corrotti circondati dai loro subalterni, tutti preoccupati solo del loro arricchimento e del loro benessere materiale.

E poi c'era la popolazione umiliata e sottomessa che viveva in una povertà indescrivibile.

Gesù è venuto per tutti e ha scelto la maniera più impensabile. Ma solo questa ultima categoria di persone che erano quelle più indenni dai veleni dell'orgoglio umano, sono state in grado di accoglierlo con l' immenso stupore e la gioia semplice e autentica del cuore.

E' quello che accade anche oggi. Ed è per questo che, malgrado tutta la sofferenza e la crisi economica che sta soffocando gran parte della gente, non esito ad augurarvi un autentico e santo Natale, vissuto nell'intensità della fede e nella gioia interiore che nulla può intaccare.

Qui da noi in Congo la situazione è molto diversa dalla vostra in Italia, anche se sembra si vogliano inasprire anche qui le misure restrittive

C'è anche qui la stessa temibile epidemia, ma non c'è la paura e il panico che domina il mondo occidentale. C'è anche qui, e certamente più che da voi, la tremenda crisi economica che sta affliggendo tanta gente già molto povera, ma c'è la forza d'animo di una popolazione da lungo tempo abituata a sopportare tutti i drammi più efferati.

C'è anche qui una classe politica e una categoria di persone benestanti preoccupate solo della loro ricchezza e del loro benessere materiale, ma c'è anche tanta gente che, malgrado le condizioni di vita sempre più penose, hanno la fede e la fiducia in Dio.

Per loro e per tutti coloro che nel mondo condividono questa fede e questa speranza anche quellodi quest'anno sarà, nonostante tutto, un Natale vero e santo, vissuto nella semplicità e nella gioia.

Questo Natale qui in Congo coincide anche col momento storico in cui sta emergendo una nuova speranza sul piano politico e sociale. E' in corso proprio in questo fine anno il profondo cambiamento politico tanto atteso dalla popolazione. Il Presidente Tshisekedi ha appena infranto l'accordo di soggezione che lo legava all'iniquo regime precedente suscitando la speranza di un avvenire migliore per questo popolo che ha tanto sofferto.

Mi auguro che questo santo Natale rafforzi questo coraggioso sforzo di cambiamento e sostenga questa speranza incipiente.

E mi auguro conceda anche a tutti voi e alla nostra Italia di superare questa dolorosa contingenza dell'epidemia e si apra la prospettiva di un analogo cambiamento, non solo politico e sociale, ma soprattutto culturale e spirituale che permetta di recuperare al nostro Paese e a tutta l'Europa la sue radici e la sua dignità cristiana.

A tutti Buon Natale e un felice Anno Nuovo.

I bambini della Casa Famiglia Tupendane

P. Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu - R.D.Congo

20/10/2020

Cari Amici,

mi rendo conto che in questo momento in cui la situazione sanitaria, a causa della recrudescenza dei contagi, sta ridiventando un po' più seria, non abbiate né tempo né voglia di mettervi a leggere le mie notizie dal Congo. Lo faccio ugualmente. Se non altro allo scopo di distogliervi per qualche istante dall'incubo del coronavirus. Sì, perché di incubo ormai si tratta sia in Italia che in Europa.

Qui da noi dove la gente è molto più povera, molto più semplice e forse anche meno complicata, il coronavirus è sì presente, ma l'incubo non c'è. Anche perché la gente, che qui di drammi ne ha ormai subiti tanti e ben più drammatici, ha meno paura di morire. Oppure preferisce forse...morire di Covid piuttosto che di fame.

E' appena iniziato il nuovo anno scolastico. E' veramente impressionante vedere la massa di alunni e studenti che affluivano ieri nelle scuole dopo circa sette mesi dall'interruzione dei corsi scolastici nel mese di marzo a causa della minaccia del Covid 19.

Da quando le Autorità, dopo tante tergiversazioni, hanno annunciato alcune settimane fa la prossima riapertura delle scuole, è nato e ha preso forma nei miei collaboratori e in me l'idea e il progetto di fare qualcosa di più e di meglio per l'istruzione-educazione dei bambini. Abbiamo così deciso di utilizzare tutto il complesso di Cimpunda a questo unico scopo, creando, oltre alla Scuola di recupero da due anni già funzionale, una Scuola Materna e una Scuola Elementare per quel quartiere così povero, così popoloso e così trascurato dalle autorità costituite. Dico, e a ragione, "trascurato", perché se vedeste l'ultimo tratto di strada in salita che conduce a Cimpunda dove c'è tanta gente con la parrocchia, il mercato e diverse scuole, sareste indignati di fronte a tanto degrado e a tanta incuria. Adesso che siamo nella stagione delle piogge, durante la quale praticamente piove ogni giorno, è impossibile arrivarci affrontando quella salita anche se con una camionetta a doppia trazione.

A Mamma Merida, la responsabile del nostro Centro di Assistenza Tupendane di Kadutu, spetta il merito di aver lanciato l'idea e la proposta di un nostro più impegnativo progetto scolastico. Sostenuta dal mio consenso e dal mio incoraggiamento, si è spesa anima e corpo per portare a realizzazione quel progetto. Con impareggiabile impegno, andando ogni giorno a Cimpunda su una moto o a piedi, è lei che ha organizzato tutto: il riordino dei locali da mesi abbandonati, la sensibilizzazione della gente, l'iscrizione dei bambini sia alla Scuola materna che alla Scuola Elementare (le prime quattro classi per quest'anno) e alla Scuola di Recupero, e infine la scelta e l'ingaggio degli insegnanti. Tutto in tempo record!

Ha scelto anche il Patrono della nostra Scuola: San Pio da Pietrelcina, di cui è molto devota e aveva predisposto per lunedì 19 ottobre una santa Messa di inizio dell'anno scolastico con tutti gli alunni e i genitori in grado di potervi partecipare. San Pio ha dato il suo sensazionale apporto. Nonostante ogni giorno piova, domenica e lunedì non ha piovuto. Così ho potuto andare a celebrare la Messa senza eccessive difficoltà sulla nostra camionetta toyota Hilux.

E' stato un incontro bellissimo e una Messa che ha lasciato il segno. La gioia e la soddisfazione di tutti, circa 400 alunni e i loro genitori, sono difficili da esprimere.

Per me è stato un vero balsamo che mi ha fatto dimenticare e la sordità e il peso della vecchiaia.

Gli alunni radunati per la S. Messa Mamma Merida parla agli alunni

Una classe della Scuola Materna L'entrata della nostra Scuola San PIO

Di ritorno a Kadutu, dopo quel momento di intensa soddisfazione, ci siamo imbattuti nella triste realtà del Paese. Poco prima di arrivare al nostro Centro di Assistenza Tupendane, abbiamo dovuto in fretta fare marcia indietro per evitare che qualche sasso potesse infrangere il parabrezza. La strada era sbarrata da una moltitudine di alunni in collera. Cos'era successo? Arrivati a scuola per iniziare il nuovo anno scolastico, gli insegnanti, che avevano deciso come in diverse altre Province del Congo di mettersi in sciopero, non c'erano e, pieni di rancore, avevano dovuto tornarsene a casa. Gli insegnanti delle scuole statali e convenzionate con lo Stato non mancavano di ragioni per fare sciopero. Volevano protestare contro certe decisioni politiche e certe pratiche di corruzione che continuano a penalizzare pesantemente la loro professione dopo tanti anni di incuria e di sorda indifferenza da parte delle autorità statali. Vista la situazione, tentiamo di arrivare a casa per altre vie alternative, ma dappertutto ci troviamo bloccati da penosissimi ingorghi di traffico. A un certo momento, per evitare di innervosirmi più di tanto, sono sceso e ho proseguito a piedi lasciando in macchina il giovane autista congolese che lui di pazienza ne ha da vendere. Questa è la vita anche qui in Congo. Un misto di soddisfazioni e amarezze.

Tornando alla nostra Scuola, una opzione realistica si è imposta.

La gratuità scolastica proclamata dal nuovo Presidente dopo le elezioni fraudolente del 30 dicembre 2018, nel corso del precedente anno scolastico purtroppo interrotto e nonostante la presunta buona volontà che lo ha ispirato, è stata più che altro uno slogan accattivante e non molto di più. La situazione scolastica del Congo è grave e problematica e la realtà lo dimostra amaramente.

Senza dissimulare le difficoltà della situazione attuale, mamma Merida nei suoi contatti con la gente, ha detto chiaramente che il nostro progetto scolastico non poteva essere realizzato senza la partecipazione e il contributo dei genitori. Assieme a loro hanno convenuto in maniera consensuale quale doveva essere il montante di questa partecipazione per fare in modo di poter assicurare un salario agli insegnanti e al personale ausiliario. Tutti hanno acconsentito e sono sicuro che si daranno da fare. Sanno bene che, a differenza di tante altre scuole private, la nostra non ha assolutamente come finalità il lucro, ma il bene dei loro bambini e in noi hanno una fiducia estrema.

La nostra scuola non è per questo assolutamente una scuola riservata a coloro che hanno, senza eccessiva difficoltà, la possibilità di pagare la retta convenuta, ma in gran parte accoglie bambini e bambine di famiglie spesso molto povere. Sono tutti assieme, con gli stessi diritti e la stessa dignità. Questo è molto bello ed è quello che desideriamo. Possiamo tuttavia realisticamente prevedere in partenza che, nonostante il principio certamente educativo della partecipazione, diverse famiglie molto povere non ce la faranno. Il loro contributo sarà probabilmente minimo e del tutto simbolico. In questo caso dovremo evidentemente supplire noi pagando al loro posto quello che non riusciranno a pagare in modo da consentire agli insegnanti di ricevere il loro dovuto.

In questo siamo sicuri che il nostro santo Protettore non mancherà di venirci in aiuto stimolando in diverse forme la generosità di tante persone che contribuiranno a far sì che la nostra scuola sia viabile e sia un vero centro non solo di istruzione, ma di vera educazione, per tutti i nostri bambini. E questo a lode e gloria del Signore e per il loro vero bene.

Con questa breve riflessione finale auguro a tutti tanta serenità in questo periodo di grande inquietudine e tanta fiducia in Dio che, a differenza di noi, sa bene quello che deve fare e fa convergere tutti gli avvenimenti, anche quelli più dolorosi, al nostro vero bene.

Vi salutiamo tutti e vi teniamo presenti nella nostra preghiera.

P.Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu - R.D.Congo

DA PADRE GIOVANNI QUERZANI

Oggi ha preso inizio il nuovo anno scolastico. Il nostro complesso di Cimpunda, amplificato lo scorso anno grazie alla donazione di un Amico di Cesena, quest'anno funzionerà interamente come nuovo complesso scolastico così configurato: nella parte superiore "la Scuola Materna", 3 aule  per i bimbi dai 3 ai 5 anni, alla quale si sono già iscritto 110 bambini: nella parte sottostante notevolmente più ampia, quattro aule della nuova Scuola Elementare ( due aule di 1a, un' aula di 2a e una di 3a Elementare) alla quale si sono già iscritti 146 alunni; e per finire tre aule per la Scuola di Recupero con 134 alunni che quest'anno e l'anno prossimo porteranno a termine il loro ciclo scolastico per poi lasciar posto alla Scuola elementare vera e propria. La bella notizia dello scorso anno scolastico è che tutti i nostri alunni della Scuola di Recupero che hanno fatto l'Esame di Stato di 6a (=fine ciclo elementare) sono stati tutti promossi, eccetto un solo alunno che non ce l'ha fatta.

Tengo a sottolineare che il lancio e l'organizzazione di questo nostro complesso scolastico è tutta opera della bravissima mamma MERIDA che si è spesa senza risparmio suscitando a Cimpunda un grande fascino e un grande entusiasmo tra la gente che esprime una immensa soddisfazione per questa nuova iniziativa sociale. Ed è certissimo che le iscrizioni aumenteranno nonostante la scuola sia già satura.

Il complesso scolastico funziona alla stregua di "Scuola Privata" (Ce ne sono un numero incalcolabile e di ogni specie !) nella quale i genitori daranno il loro giusto contributo per il salario degli insegnanti.

A differenza delle altre Scuole la nostra è una Scuola a carattere "sociale",senza scopo lucrativo, che cercherà solo di autofinanziarsi assicurando ai bambini una vera e buona educazione (cosa rarissima!) ed è per questo che la fiducia dei genitori è tantissima. 

Avremo comunque bisogno del vostro sostegno perché soprattutto nel caso dei bambini della Scuola di recupero, ma non solo loro, ce ne sono diversi per i quali il contributo dei genitori sarà minimo o in certi casi nullo, e dovrà essere integrato o preso totalmente in carico da noi stessi.

Il contributo richiesto ai genitori, dato che purtroppo lo Stato Congolese è latitante e le strutture scolastiche di gran lunga insufficienti o inesistenti, è, in questo contesto particolare, sì un peso, ma anche un necessario e positivo  fattore di responsabilizzazione dei genitori, che emerge ed è suggerito dall'esperienza di tanti anni di impegno sociale concreto in mezzo a questa gente.

C'è purtroppo un altro grave handicap di fronte al quale ci sentiamo impotenti. 

Durante la stagione delle piogge, l'ultimo tratto in salita che porta alla nostra scuola e alla parrocchia di Cimpunda, è maledettamente sconnesso, scivoloso e del tutto impraticabile. E' un serio ostacolo per tutte le attività che si svolgono in  questo quartiere molto povero e molto popoloso.

Speriamo che verrà il giorno in cui le autorità mostreranno un po' di senso di responsabilità per rendere praticabile quella strada.... La speranza è sempre l'ultima a morire... anche in Congo.

La settimana prossima spero di poterti inviare una bella documentazione.

Ciao, un abbraccio a tutti e una preghiera.

P. Giovanni Querzani

Bukavu - R.D.Congo