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Cari Amici e benefattori,

sono trascorsi poco più di 2 mesi dall'ultima lettera collettiva che vi ho inviato.

Nonostante i problemi e le preoccupazioni che anche voi avete nella difficile situazione che la pandemia ha creato, spero che queste poche notizie aggiornate sul nostro lavoro e sulla situazione particolare che stiamo vivendo qui in Congo possano interessarvi.

Innanzi tutto sono lieto di potervi dire che di salute stiamo tutti bene, nonostante l'epidemia che sta affliggendo ormai tutto il pianeta, si stia ulteriormente diffondendo anche qui da noi. Tuttavia, in contraddizione con certe previsioni catastrofiche che si prospettavano, sembra che l'Africa sia il continente meno colpito.

Qui in Congo, l'ultimo bollettino ufficiale emesso segnalava un totale di 8.032 casi confermati di cui ben 6.847 nella capitale Kinshasa, 189 decessi e 3.615 guariti.

Nella nostra Provincia del Sud-Kivu i casi accertati sono saliti a 276.

Lo stato di emergenza decretato dal Presidente e riconfermato pochi giorni fa' dal Parlamento è ormai mal sopportato da una popolazione sempre più afflitta da una povertà opprimente che si traduce per molti in una difficile lotta quotidiana per la sopravvivenza. Le misure restrittive imposte dalle Autorità sono sempre meno rispettate.

Più che l'epidemia infatti ciò che opprime e martirizza la gente è la pesantissima crisi economica, resa ancora più acuta dalla persistente crisi politica divenuta in queste ultime settimane sempre più "esplosiva".

Il nuovo Presidente Tshisekedi che non è stato eletto un anno e mezzo fa' dal voto popolare ma "nominato" da Kabila tramite una colossale frode elettorale orchestrata da lui e dalla sua piattaforma politica. frode che, con la complicità della CENI (Commissione Elettorale Nazionale Indipendente) e della Corte Costituzionale ambedue controllate da Kabila, è stata spinta fino all'estremo per potersi assicurare la maggioranza assoluta sia al Parlamento, sia al Senato, sia in quasi tutte le Assemblee provinciali.

Il nuovo Presidente, che si è lasciato "corrompere" abbandonando l'Opposizione e stipulando un accordo segreto con Kabila e la sua piattaforma politica, non avendo una maggioranza che conforti il suo ruolo di Presidente dà l'impressione di svolgere più o meno il ruolo di semplice "figurante", mentre il potere reale è rimasto in mano a Kabila che, alle sue spalle, continua a manovrare tutto.

Il governo di coalizione, creato dopo ben sette mesi di estenuanti trattative è formato in gran parte da Ministri "kabilisti" che fanno di tutto per bloccare le velleità di riforma del nuovo Presidente e cercano in vari modi di screditarlo per poter portare alle prossime elezioni del 2023 Kabila a riprendersi in mano la Presidenza del Paese.

In questo primo anno e mezzo le tensioni all'interno della "Coalizione" al potere, non hanno fatto altro che intensificarsi e hanno raggiunto il parossismo circa due settimane fa' quando il Parlamento e il Governo, dominati dalla piattaforma kabilista, hanno avallato in maniera illegittima, la nomina alla testa della nuova Commissione Elettorale di un individuo di obbedienza kabilista ritenuto il cervello esecutivo della precedente massiccia frode elettorale e vogliono far passare una proposta di legge del tutto provocatoria che mira a mettere la Magistratura, di sua natura indipendente, sotto il controllo del Ministro della Giustizia che è un adepto di Kabila.

Queste due manovre politiche sono state la scintilla che ha fatto esplodere la collera della popolazione che non ne vuole più saperne del regime di Kabila.

Nella capitale Kinshasa e in diverse altre città del Congo, a dispetto di tutte le interdizioni decretate col pretesto dello stato di Emergenza sanitaria ancora in auge, ci sono state manifestazioni popolari di massa per esprimere un indignato dissenso, sia da parte del partito un tempo capeggiato da Tshisekedi che dei partiti di Opposizione.

Manifestazioni che, nonostante fossero pacifiche, sono in gran parte represse in maniera talvolta anche brutale dalle forze dell'ordine con un bilancio di molti feriti e alcuni morti.

La collera popolare non è destinata a placarsi finché quella nomina provocatoria e quelle proposte di legge sull'apparato giudiziario saranno ritirate e annullate.

La stragrande maggioranza della popolazione, compreso il partito di cui l'attuale Presidente Tshisekedi era a capo, vogliono mettere fine a questa coalizione deleteria che ha paralizzato il Paese deludendo amaramente tutte le aspirazioni ad una "alternanza politica" che avrebbe dovuto rilanciare il Paese.

Questa l'inquietante situazione nella quale attualmente ancora una volta ci troviamo a vivere. Cosa succederà? Difficile prevederlo.

L'unica cosa certa è che la popolazione sarà soggetta ad altre sofferenze.

In questo contesto purtroppo nefasto, da parte mia cerco di portare avanti, anche se in maniera ridotta, le varie attività sociali a favore dei bambini e della gente più bisognosa. Alcune, come la Scuola di Taglio e Cucito per le mamme e la Scuola di Recupero per bambine e bambini non scolarizzati, abbiamo dovuto sospenderle a causa delle misure di interdizione decretate dal Governo a causa dell'epidemia.

Le altre più essenziali come l'Assistenza Nutizionale e Sanitaria dei bambini malnutriti e il Centro di Assistenza Tupendane per bambini vulnerabili, continuiamo a portarle avanti con coraggio, maggior discrezione e grande dedizione, nonostante il pericolo legato all'epidemia del Covid-19.

Bimbo malnutrito Bimba curata dall'infermiera

Le attività di auto finanziamento sulle quali contavamo molto si sono manifestate nell'attuale difficile contesto di crisi praticamente incapaci di apportare il beneficio economico che si sperava.

Il ristorante è per forza di cose ancora inattivo a causa dell'emergenza sanitaria e la panetteria, a causa dell'inflazione sempre crescente della moneta congolese e il funzionamento anomalo delle banche che non forniscono dollari se non in minima quantità, non è in grado di apportare, nonostante il tanto lavoro, nessun consistente beneficio. Continuiamo l'attività solo per aiutare le famiglie di chi lavora per evitare di aumentare il numero già molto ingente dei disoccupati.

Nonostante la situazione preoccupante, rimaniamo sereni.

La simpatia di tutti questi bambini e la preghiera del rosario che recitiamo ogni sera tutti assieme con intenso fervore sono un potente balsamo contro lo scoramento e ci rende sicuri dell'aiuto e della protezione della Madonna.

Coi più cordiali saluti

P. Giovanni Querzani Bukavu (R.D.Congo) 15/07/2020

Cari AMICI,

colgo l'occasione di questo tranquillo pomeriggio domenicale per inviarvi qualche nostra notizia.

Innanzitutto sono lieto del fatto che l'epidemia di coronavirus, dopo il periodo iniziale molto inquietante e doloroso, stia finalmente dando segni di un'evoluzione positiva per la nostra cara Italia in termini di diminuzione di contagi, di una diminuzione dei ricoveri in terapia intensiva, di un calo dei decessi e un aumento considerevole dei casi di guarigione.

Dopo questo periodo che ha comportato tanta paura, tanta sofferenza e tanti disagi per le misure severe di contenimento imposte per contrastare l'epidemia, la situazione lascia intravvedere segni positivi di speranza. Ne ringrazio il Signore.

Ho cercato di seguire giornalmente le notizie che riferivano l'evolvere della situazione ricordandovi tutti nella preghiera. E mi auguro di tutto cuore, che le sofferenze finora inferte da questo sciagurato virus, sia sul piano della salute, sia per la grave crisi economica che ha scatenato, cedano il passo a un periodo tanto atteso di positiva ripresa e di un rinnovato impegno sociale collettivo. Sarebbe l'omaggio più bello alla commovente testimonianza di solidarietà e di dedizione, spesso eroica, offerta da tanti medici, infermieri e responsabili in campo politico e sociale che si sono spesi per il bene degli altri, a volte fino al sacrificio della loro stessa vita.

Una testimonianza che è stata ammirata e apprezzata dal mondo intero.

E qui da noi in Congo, vi chiederete: "quale è la situazione che viviamo?"

Al di là delle previsioni catastrofiche avanzate anche da certi esperti di alto livello e giustificate dalla situazione del tutto precaria di questo Paese che, pur essendo ricchissimo di risorse di ogni genere, si trova a un livello di degrado economico-sociale e infrastrutturale particolarmente grave a causa di un lungo e persistente malgoverno dei suoi Dirigenti politici e della corruzione devastante e istituzionalizzata che lo caratterizza, la situazione non è, almeno per adesso, così allarmante come si prevedeva. I circa mille casi di contagio finora registrati si trovano in larghissima parte nella capitale Kinshasa, caotica megalopoli di oltre 10 milioni di abitanti, e soprattutto nei quartieri più benestanti dove sono presenti le ambasciate e i ceti più ricchi della popolazione tra i quali c'è stato il più alto numero di decessi.

Nelle 26 Province in cui è diviso questo immenso Paese il virus è presente in sole 7 Provincie e con un numero di casi molto limitato. Le altre sono ancora indenni.

Nella nostra provincia del Sud-Kivu che ha come capoluogo Bukavu, erano stati registrati quattro casi che sono stati dichiarati tutti guariti.

Grazie alle misure tempestive prese dalle autorità per interdire viaggi e spostamenti tra le varie Provincie, soprattutto da Kinshasa focolaio del contagio, e l'introduzione di alcune misure igieniche essenziali, come il lavaggio delle mani e la sospensione delle attività scolastiche, dei culti religiosi pubblici e dei grandi assembramenti di persone, il contagio sembra non aver attecchito in modo virulento come altrove.

Un mese fa, come unica misura di "confinamento possibile" a livello di questo Paese dove la povertà è molto diffusa, le autorità lo hanno decretato solo per gli ultra sessantenni. Un confinamento generale, come quello decretato nei Paesi occidentali, avrebbe suscitato molto probabilmente turbolenze sociali in quanto avrebbe condannato gran parte della popolazione povera a morire di fame. Quando questa misura che riguardava anche noi, Missionari espatriati, quasi tutti anziani, è stata decretata, io ho deciso senza la minima esitazione di trasferirmi, col consenso benevolo del nostro Superiore, dalla Casa Regionale dove finora risiedevo, nel Centro Tupendane, la Casa di Assistenza per bambini vulnerabili (attualmente 45!) creata 13 anni fa' nella Parrocchia di Kadutu. Da più di 20 a Kadutu mi dedicavo all'assistenza nutrizionale e sanitaria gratuita di migliaia di bambini denutriti che, date le condizioni di diffusa povertà, affluivano a centinaia con picchi di oltre mille bambini durante i momenti più cruciali delle guerre che hanno martoriato questa Regione.

Sentivo chiaramente che questo era il mio posto, quello che mi avrebbe consentito, sia pure con le limitazioni imposte dall'emergenza sanitaria, di continuare ad aiutare tanti bambini e tante famiglie indigenti.

E non mi sono sbagliato. Anzi, devo dire, che per la grazia del Signore, sto vivendo, a 77 anni, forse la più bella esperienza della mia ormai lunga vita missionaria.

Stando qui in mezzo a questi simpaticissimi bambini, tutti segnati da grandi sofferenze, e con queste meravigliose mamme che dedicano loro tutte le cure necessarie, la mia attività, pur preservando tutta la mia necessaria "privacy", è rimasta viva e anche debordante.

Questo "confinamento" obbligato mi ha aperto tante opportunità provvidenziali per incentivare alcune attività di auto-finanziamento che avevamo già in programma.

Ne cito alcune:

1. la creazione di un "ristorante" attiguo alla nostra casa che, per il momento, è ancora bloccato dalle misure restrittive ancora in auge.

Ristorante Tupendane

2. l'allestimento di un "Forno artigianale per la produzione di pane" con annessa panetteria che funziona alla grande.

Forno Produzione pane Panetteria

3. la creazione, dopo la chiusura della scuola di taglio e cucito per le mamme a Cimpunda, di un "laboratorio di sartoria" qui nel nostro Centro Tupendane che consenta alle mamme sarte di poter continuare a lavorare per mantenere le loro famiglie.

Laboratorio sartoria Tupendane

4. Oltre questo, grazie alla preziosa collaborazione di un amico congolese, tecnico esperto di computer e strumenti audiovisivi rimasto senza lavoro, ho potuto dare inizio a una attività che da più di 20 mi stava a cuore, ma non avevo mai avuto il tempo di attuare: quella di trasferire in "digitale" su un disco di grande capienza, tramite computer, tutte le riprese filmate contenute in centinaia di video-cassette che documentano gli avvenimenti storici di Bukavu e le attività sociali svolte in questi ultimi 20 anni in questa parte martoriata del Congo.

Un patrimonio di documentazione unico ed eccezionale che desidero lasciare sia all'Archidiocesi di Bukavu, sia all'archivio dei Saveriani in Congo, sia alle Associazioni che ci hanno sempre accompagnato col loro sostegno solidale.

5. E siccome ho dovuto procurarmi un allacciamento Internet per il nostro Centro, mi è anche venuta l'idea di creare, sempre con la collaborazione di quell'amico congolese molto competente in materia, un piccolo ciber-caffé che, oltre ad essere un prezioso aiuto per la sua famiglia, costituirà anche un altro piccolo cespite di guadagno per il Centro Tupendane.

E pensare che due anni fa', dopo il mio 50° anniversario di vita sacerdotale, avevo scritto che probabilmente, una volta portati a termine i lavori di ampliamento di questo Centro Tupendane, questo sarebbe stato il mio ultimo lavoro!

Mi accorgo sempre di più, nella misura in cui invecchio, che Dio è veramente grande e inesauribile nelle sue opere.

Vorrei aggiungere a questa ormai lunga lettera un'ultima considerazione che mi sembra particolarmente importante. Ritornando alle prospettive allarmiste suscitate dal pericolo della pandemia, senza volermi atteggiare in una posizione di ottimismo ad oltranza né voler condividere il pessimismo di certi esperti in materia, voglio esprimere solo quello che sento dentro di me.

Sento e spero di non sbagliarmi, non tanto per ingenuità ma per la fiducia mi ispira la mia pur debole fede, che noi, qui nel nostro Centro Tupendane con tutti questi bambini, col personale impegnato al loro servizio e i tanti bambini malnutriti e poveri che vengono per assistenza e cure, siamo rispetto all'epidemia , per così dire, in "una botte di ferro", vale a dire "protetti dall'Alto". E questo per il semplice motivo che ogni sera alle 18.30, riuniti nella sala del refettorio, recitiamo tutti assieme con intenso fervore, animati dalla impareggiabile guida di mamma MERIDA, il santo Rosario, seguito da una copiosa aspersione di acqua benedetta.

Per più di mezzora tutte quelle Ave Marie e altre preghiere recitate in coro da tutti quei bambini con una fede così semplice e intensa credo abbiano una forza straordinaria più efficace di qualsiasi vaccino!

Recita serale del santo Rosario

Detto questo, assicurandovi che in questo momento di preghiera siete anche tutti voi presenti nella nostra memoria, vi saluto a nome di tutti i nostri cari bambini e vi auguro ogni bene.

P. Giovanni Querzani

Bukavu (R,D.Congo)

10/05/2020

Cari AMICI e BENEFATTORI,

in prossimità della Festa di PASQUA che quest'anno avrà dei connotati inconsueti e del tutto imprevisti, mi viene spontaneo inviarvi questo messaggio che vuole essere di vicinanza, di conforto, di speranza e di riconoscenza.

Stiamo attraversando a livello mondiale una terribile calamità e un duro momento di prova a causa della virulenta epidemia di coronavirus che si sta espandendo ovunque.

L'Italia è purtroppo uno dei Paesi finora più colpiti, sia per numero di contagi che di vittime. Spero di tutto cuore che non ce ne siano state nelle vostre famiglie.

Nel caso si fosse verificato, vorrei esprimere alle persone in sofferenza la mia più sincera e più intensa partecipazione al loro dolore.

Seguo con trepidazione ogni giorno le notizie dell'evoluzione di questa epidemia con la speranza che le drastiche misure adottate, che hanno letteralmente sconvolto tutte le normali abitudini di vita, possano risultare sempre più efficaci e provocare sia pur progressivamente l'estinzione di questa odiosa epidemia.

Ci siamo uniti tutti con commossa partecipazione alla preghiera, in gran parte silenziosa ma intensa e accorata, del Papa il sabato sera del 27 marzo.

Nutro una grande speranza che contribuirà molto, come lo è stato in altri momenti drammatici della storia, al superamento di questa emergenza così dolorosa.

Nonostante il mito orgoglioso dell'onnipotenza della scienza e della tecnica che ormai sembrava dominare il mondo, ci siamo ritrovati impotenti riacquistando coscienza della nostra fragilità umana. L'apporto della Fede, per chi ha la fortuna di averla, si rivela a questo punto più che essenziale per non essere travolti dallo smarrimento totale e dall'angoscia.

Vorrei assicurare a tutti il mio e nostro ricordo nella preghiera.

Nella mia comunità missionaria qui a Bukavu abbiamo appena fatto anche noi una novena con tanto di adorazione eucaristica (come ha fatto papa Francesco) durante la quale abbiamo pregato per tutti. Anche noi in Italia, nella nostra Casa Madre di Parma, dove sono concentrati tanti Padri anziani reduci, il più spesso per ragioni di salute, dalle varie missioni sparse nel mondo, abbiamo pagato a questa malaugurata epidemia un pesante tributo di ben 18 decessi.

Il pericolo del contagio ha già raggiunto 46 Paesi dell'Africa e incombe anche su di noi qui in Congo. Per ora l'epidemia resta confinata soprattutto nella capitale Kinshasa, una immensa e caotica megalopoli di più di 12 milioni di abitanti, dove i contagi e anche i decessi si stanno moltiplicando creando, come ovunque, grande paura e sconcerto.

Nel tentativo di arginare l'espansione dell'epidemia, il Presidente ha decretato l'isolamento della capitale interdicendo tutti i viaggi e gli spostamenti da Kinshasa nelle altre diverse Provincie del Paese e viceversa. Poco prima aveva decretato tutta una serie di misure che andavano dalla chiusura di tutte le scuole e università del Paese, all'interdizione di tutti gli assembramenti di persone, comprese le funzioni religiose, e alla raccomandazione dell'osservanza delle necessarie misure igienico-sanitarie necessarie per potersi proteggere. Il Governatore della Provincia di Kinshasa si era spinto fino a decretare il "confinamento" intermittente della popolazione, cioè l'obbligo a tutti di stare per quattro "confinati in casa" e i due giorni successivi la possibilità di poter uscire per fare le provviste alimentari. Ha dovuto annullare lo stesso giorno nella serata questa ordinanza per paura di scatenare nella popolazione violente rivolte. Questa misura infatti condannerebbe gran parte della popolazione, che vive in condizioni di grande povertà e sopravvive grazie ai piccoli lavoretti informali che gli permettono di guadagnare quattro soldini per poter mangiare, si e no', una volta al giorno, a morire di fame.

Inevitabile a questo punto lo scatenarsi della violenza contro una classe politica che ha pensato solamente ad arricchirsi, anche nei modi più illegali, condannando la stragrande maggioranza della popolazione a condizioni di povertà e di miseria deplorabili.

La situazione è quindi anche qui da noi notevolmente critica.

L'avvicinarsi della santa Pasqua, anche se quest'anno sarà totalmente spoglia di funzioni religiose con la partecipazione dei fedeli, resta tuttavia una sorgente di grande consolazione e di incrollabile speranza. "Non abbiate paura", ha detto Gesù Risorto, "Io ho vinto il mondo. Sarò con voi fino alla fine dei tempi"!

Personalmente, a meno ché non me lo impediscano ufficialmente, continuerò il mio servizio a favore dei bambini vulnerabili che abbiamo nel nostro Centro di Assistenza a Kadutu (attualmente sono 43: una grande famiglia!), e in maniera diversa, data l'interdizione degli assembramenti di persone, a favore dei bambini denutriti del nostro Centro Nutrizionale dove sono più di 200 e certamente aumenteranno. Abbiamo pensato di farli venire alla spicciolata ogni mercoledì a prendere, con precauzione e in tutta fretta, il quantitativo adeguato di farina coloro-proteica già preparata in sacchetti di plastica in modo che possano preparare a casa loro ogni giorno la pappina che li aiuterà a combattere la denutrizione.

Questo è un momento speciale di solidarietà, di coraggio e di testimonianza che ci permette non si "perdere", ma di "ottenere" la vita. Quella vera.

Altrimenti cosa ci stiamo a fare qui in Congo?

Ringrazio il Signore di avermi dato l'intuizione e le possibilità concrete, ancora molto prima che si avverasse questa "emergenza sanitaria", di realizzare alcune strutture per attivare alcune iniziative di autofinanziamento che risulteranno provvidenziali quando, a causa delle brutali ricadute economiche provocate dall'epidemia in corso, gli aiuti dall'Italia nei prossimi anni saranno certamente destinati a diminuire.

La riconoscenza mia e di tutti questi bambini comunque resterà intatta nei vostri confronti e conserveremo un ricordo indimenticabile per ciascuno di voi che continueremo ad esprimere nella preghiera.

Buona Pasqua a tutti e i nostri saluti pieni di gioiosa gratitudine.

P. Giovanni Querzani

Bukavu (R.D.Congo)

Padre Querzani il 25/03/2020 scrive…..

Come saprete, la minaccia di quel malaugurato virus sta incombendo anche qui da noi in Congo.

A Kinshasa ( e per il momento sembra solo lì) sono già stati registrati una cinquantina di casi e tre decessi. Ma qui da noi non ci sono i mezzi per testare i sospetti e individuare tutti i contatti di coloro che si sono ammalati è una cosa estremamente ardua.

Il Presidente, poco più di una settimana fà, alla stregua dei Paesi occidentali dai quali è arrivato il contagio, ha emanato delle disposizioni restrittive: chiusura di tutte le scuole e Università (compresi i culti religiosi), divieto di assembramento di più di 20 persone eccetera, oltre a indicare le norme igieniche per proteggersi dal contagio. Ma le regole che in occidente, con un po' di senso di disciplina e responsabilità, possono essere messe in pratica (per esempio quella di "stare a casa") qui sono praticamente impossibili.

L'85% del lavoro qui è "informale" ed è quello che assicura più o meno la sopravvivenza di gran parte della popolazione. Stare a casa significherebbe semplicemente "morire di fame"! Allora tanto vale "morire a causa del coronavirus". E 'una soluzione più rapida e forse meno dolorosa.

Questa è un po' la nostra situazione.

L'unica arma "potente", al di là dello sforzo di rispettare le regole igieniche prescritte, rimane la PREGHIERA. Nella nostra Comunità abbiamo iniziato una novena di adorazione sia per implorare che il contagio risparmi questa popolazione che di tragedie ne ha già vissuto troppe, sia per pregare per i nostri confratelli ( a Parma ne sono già morti 15 nel giro di poche settimane!), e per tutti, in modo particolare per i nostri familiari, Amici e benefattori tra i quali voi siete in prima linea.

Padre Querzani il 27/03/2020 scrive……

A Kinshasa il Governatore ha decretato il "confinamento obbligatorio alternato": cioè da domani per quattro giorni nessuno deve uscire di casa, poi ci saranno due giorni per poter uscire e fare le compere e le provviste alimentari. E così via di seguito.

Fare le compere e le provviste alimentari con che soldi ? La stragrande maggioranza della gente, se non può uscire per fare quei piccoli lavoretti che gli consente di guadagnare quei pochi soldi per poter mangiare, come fa a sopravvivere?

Come al solito, le autorità e tutti quei politicanti corrotti che si sono tutti arricchiti illegalmente a scapito del bene comune,  vivono fuori dalla realtà. Tra l'altro i contagi, dalle notizie appena  emerse, ci sono stati tra di loro e non tra i poveracci. Il Presidente ha voluto che tutti i membri dell'attuale Governo facessero il test del coronavirus e diversi tra di loro sono risultati positivi, anche se per discrezione non hanno pubblicato i nomi dei contagiati. Sono loro assieme a tutti i loro compari che hanno rovinato il Congo con la loro corruzione, condannando la gente ad una povertà spesso estrema, che dovrebbero essere confinati, ma per sempre, ....in prigione !

I primi morti sono tutte persone di alto rango: un medico fratello dell'attuale Ministro dell'Economia (una donna) che è in quarantena, e un alto Magistrato.

Temo che questa ordinanza in una megalopoli caotica come Kinshasa scatenerà delle reazioni violente.

Staremo a vedere.

Stasera alle ore 19, abbiamo seguito con grande emozione e partecipazione alla funzione fatta da Papa Francesco con l'adorazione (noi avevamo anticipato la nostra per poter assistere al programma televisivo trasmesso su RAI internazionale) e la benedizione Urbi et Orbi.

Spero abbia toccato il cuore di molti, o almeno fatto riflettere tanta gente in tutto il mondo facendo loro capire che bisogna tornare alle cose che contano.

Domani compio i 77 anni. A mezzogiorno pranzerò coi nostri bambini della CF Tupendane e a cena, come al solito, sarò in comunità dove avranno preparato una torta o qualcosa di simile e anch'io ci aggiungerò un torrone e una scatola di biscotti alla cioccolata che erano nel pacco inviato da suor Jacinta e che ho tenuto apposta per i confratelli per questa  circostanza.

Il resto farà la gioia dei nostri bimbi.

Speriamo che in Italia e anche negli altri Paesi dove stanno infierendo i contagi, dopo la preghiera fatta stasera dal Papa con la partecipazione di una moltitudine di fedeli di tutte le parti del mondo, l'epidemia registri un sensibile calo e poco a poco sparisca.

Di morti ce ne saranno certamente ancora, anche tra di noi. Lì a Parma altri due si sono aggiunti alla lunga lista proprio ieri e ieri l'altro.. Tutti e due avevano lavorato in Congo. Uno dei due, un po'meno anziano, doveva tornare in Congo, ma purtroppo, anche per ragioni di salute, si è venuto a trovare a Parma nel momento sbagliato e ha preso .. un'altra direzione "migliore". Dico migliore perché tutti saranno certamente in Paradiso

Bambini del Centro di Assistenza Tupendane

Con gli operai del cantiere a fine lavori

Si chiama CIKURU DESTIN. E' un ragazzino che avrà 12 o 13 anni con due stracci sporchi addosso e un vistoso handicap, probabilmente congenito, alla gamba sinistra che dal ginocchio in giù presenta un breve moncone contorto che termina con un piedino sbilenco.

Il mattino del 27 febbraio, al mio arrivo nel nostro Centro di Assistenza Tupendane nel quale assistiamo i bambini vulnerabili, me lo trovo davanti alla porta di entrata col bastone che gli serve per camminare.

Spontaneamente lo saluto, gli sorrido e lo invito a entrare. Mi accorgo che è pieno di scabbia, una scabbia già infetta soprattutto ai polsi, le mani e i piedi.

Prima cosa, chiedo che gli venga fatto fare un bel bagno e che quei due stracci contaminati che ha addosso vengano bruciati

Poi inizio con cura e pazienza a medicarlo. Comincio dalle zone dove c'è presenza di pus utilizzando una pomata anti scabbia combinata a una pomata e a cura antibiotica.

Poi gli bendo le zone più infette.

Finita questa operazione, assieme a Merida, la brava responsabile del Centro di Assistenza, iniziamo il colloquio per redigere la scheda del nostro nuovo ospite annotando i dati e le vicende che hanno caratterizzato la sua storia. Un'impresa sempre ardua a causa dell'inveterata abitudine che hanno un po' tutti di dire...un sacco di bugie.

Ma alla fine, con la pazienza e con l'esperienza ormai acquisita in tanti anni, riusciamo ad avere un quadro abbastanza preciso della situazione del ragazzino che abbiamo davanti. Già il suo nome Destin (= Destino), mi fa spontaneamente pensare che per lui il "destino" sia stato finora poco fortunato e piuttosto avverso. Ed è proprio così.

Originario di una famiglia poverissima del villaggio di Kabamba, situato nella zona di Kalehe a un centinaio di Km da Bukavu, da diversi mesi aveva abbandonato la sua famiglia e con mezzi di fortuna era arrivato a Bukavu vivendo alla meglio in uno dei quartieri più poveri e caotici della città. Un Pastore protestante gli aveva dato alloggio per un po' di giorni a casa sua. In seguito aveva attraversato la frontiera ed era andato nella cittadina ruandese di Cyangugu, limitrofa a Bukavu, dove era stato accolto in una specie di orfanatrofio. Non trovandosi a suo agio, dopo un po' di tempo, era scappato tornando a Bukavu e si era adattato, come tanti altri ragazzini, a condurre la vita precaria e incerta dei "ragazzini di strada". Una vita particolarmente scomoda per lui condizionato da quel suo pesante handicap fisico.

Un giorno un uomo compassionevole, incontrandolo sulla strada forse intento a mendicare, gli ha suggerito di venire nel nostro Centro qui a Kadutu.

Ho provato spontaneamente una grande tenerezza vedendo quel ragazzino con quel brutto handicap davanti alla porta del nostro Centro e l'ho subito accolto nonostante le rimostranze di una persona che cercava di dissuadermi dicendo:" Ma è un maybobo!" (=Un ragazzo di strada"). Come per dire: "E' pericoloso prenderlo in casa!" Dopo il bagno e dopo avergli curato la scabbia,lo abbiamo fatto dormire per alcuni giorni fino a guarigione avvenuta in un luogo appartato per impedire che contaminasse la quarantina di bimbi assistiti nel nostro Centro.

Adesso l'idea che ho in testa è questa: una volta che avremo rintracciato i suoi genitori (se ancora li ha) o qualcuno della sua famiglia, cercherò, con il loro consenso, di farlo operare. Si tratterà di praticargli una amputazione appena sopra il ginocchio per liberarlo da quel moncone contorto e in seguito fargli applicare, in un Centro apposito presente qui a Bukavu, una protesi in modo che possa camminare liberamente. Ci vorrà un po' di tempo, ma ci arriveremo.

Intanto Destin si è trovato finalmente a suo agio nel nostro Centro.

Sente che gli vogliamo bene ed è molto contento. Sempre sorridente, cerca di manifestare la sua gioia e la sua riconoscenza in tante maniere. Ogni mattina, per esempio, al mio arrivo mi viene incontro saltellando sulla sua gamba sana per prendermi la borsa e portarla nel mio ufficio-ambulatorio.

Questo mi tocca il cuore e mi induce a ringraziare il Signore.

Mi viene da pensare: "Il suo "destino" finora così avverso e sfortunato non si sta forse trasformando pian pianino ... in un gioioso cammino verso la Pasqua?”

15/03/2019

P. Giovanni Querzani

Bukavu (R.D.Congo)

Cari AMICI e BENEFATTORI,

nonostante i tanti problemi che angustiano la nostra gente nella loro situazione di povertà, abbiamo trascorso un NATALE "super"!

E non poteva essere altrimenti, perché in questa gente semplice, sia pur in mezzo a tante angustie, la fede c'è ancora e, anche quando si fosse assopita, non è così difficile ridarle vigore.

Il Natale esercita su tutti un fascino speciale perché esprime in maniera concreta il mistero incredibile dell'Amore senza limiti di Dio per l'umanità.

La nostra ampia cappella domenicale, che nei giorni feriali funge da spazio di gioco per i bambini, era letteralmente gremita di gente. Tantissimi i bambini, quelli che sono o sono stati assistiti nella nostra Casa-Famiglia e gli alunni della nostra Scuola di Recupero del Centro Sociale di Cimpunda.

E anche parecchi genitori. Nonostante risiedano quasi tutti in quartieri molto distanti, ogni domenica vengono a partecipare alla Messa e soprattutto non possono mancare il giorno di Natale.

E' per loro un appuntamento importante e benefico e lo sentono tale.

Per me è una grande gioia che mi commuove e da senso e valore a tutta l'attività sociale che svolgiamo a loro favore

I nostri bambini della Casa-Famiglia, guidati da mamma MERIDA, avevano preparato il PRESEPIO VIVENTE presentando, dopo la lettura del Vangelo, le principali scene della nascita di Gesù. Tutti seguivano con tenerezza e ammirata attenzione.

Dopo la celebrazione della Messa, come espressione della fraternità che scaturisce dal Natale, tutti hanno partecipato al pranzo comunitario che avevamo previsto in questa particolare occasione.

Per gli alunni della nostra Scuola di Recupero nell'ampia sala del Centro Nutrizionale, e per i bambini che sono o furono ospiti della Casa-Famiglia nell'ampio locale che nei giorni feriali funge da spazio di gioco per i bambini e la domenica si trasforma nella cappella dove celebriamo la Messa.

Questo santo Natale ha lasciato un'impronta nel cuore di tutti.

E' stato un momento di pace, di serenità e di fraternità nel quale l'incubo quotidiano della povertà e della fame ha lasciato spazio alla gioia e a una spontanea esultanza.

Nella nostra preghiera vi abbiamo ricordato tutti con sincera riconoscenza e con voi anche quelle persone congolesi generose le quali, ammirate e sensibili davanti al lavoro che stiamo conducendo, hanno voluto, in occasione di queste feste natalizie, esprimere il loro sostegno portandoci i loro doni.

A tutti auguriamo di cuore un ANNO NUOVO prospero, sereno e ricco di bene.

P. Giovanni Querzani

BUON ANNO 2020

1 AGOSTO 2019

Il mio primo importante appuntamento al mio rientro in Congo era proprio questo: presiedere la festa per le mamme che avevano terminato con successo il biennio di formazione in taglio-cucito e ricamo nel nostro Centro Sociale per la promozione della donna a Cimpunda. Un avvenimento eccezionale per queste mamme ricevere un diploma che attesta che hanno imparato il dignitoso lavoro di sarta. Quest'anno le mamme che aspettavano di ricevere il loro diploma erano 54. Un record.

Vi domanderete: "Chi sono queste mamme così eleganti che indossano l'abito sgargiante da loro stesse confezionato e che posano con evidente e legittima fierezza?" Non sono per nulla donne di famiglie benestanti.

Al di là dell'apparenza di questo giorno eccezionale, sono tutte povere donne con un vissuto quotidiano molto duro e difficile, tutte provenienti dai quartieri più poveri e più popolosi di Bukavu dove abitano con la loro famiglia in baracche più o meno squallide. Tutte con tanti figli e non poche sono vedove o abbandonate dai mariti.

Come sono venute in contatto con noi fino ad arrivare a questo ambito traguardo?

Portavano uno o due dei loro bambini affetti da malnutrizione nel nostro Centro Nutrizionale di Kadutu.

Sono venute a conoscenza che nel quartiere popolare di Cimpunda esiste questo nostro Centro Sociale ed è nato in loro il desiderio di iscriversi al corso di sartoria e ricamo che organizziamo per le mamme povere.

Il programma di questo corso è semplice e soprattutto concreto. Per due anni, frequentano a turni alterni durante la mattinata le lezioni pratiche due giorni per settimana e questo permette loro di non venire meno al loro compito quotidiano di fare altre piccole attività informali per procurare qualcosa da mangiare per i propri figli.

Pian pianino attraverso il loro impegno perseverante imparano a confezionare vestiti e ricamare tovaglie decorate da graziosi disegni africani.

Oggi è dunque per loro un giorno tutto speciale.

I problemi e le assillanti difficoltà della vita quotidiana cedono il posto a quella gioia spontanea tipicamente africana che scaturisce unicamente dal cuore dei poveri che sanno riconoscere ed apprezzare i doni di Dio.

Oggi, ricevendo il loro diploma di sarte e una macchina da cucire in dono, coronano quella intima aspirazione a sentirsi anche loro "importanti " grazie alla dignità che questo nuovo lavoro conferisce loro in seno alla famiglia e alla società.

Davanti alla gioia e alla sincera riconoscenza di tutte queste mamme è impossibile non provare un sentimento di tenerezza e di commozione. Questa loro esultanza è la nostra più bella ricompensa.

Questo sentimento così semplice e autentico desidero comunicarlo con viva riconoscenza anche a tutti voi.

E' infatti grazie alla vostra sensibilità e al vostro generoso contributo che già da nove anni siamo in grado di portare avanti questa opera così benefica che ha il pregio di infondere dignità e speranza in tutte queste mamme congolesi.

P. Querzani Giovanni

Missionario a Bukavu (R.D.Congo)

Cari AMICI e BENEFATTORI,

si avvicina la festa di PASQUA e non posso non rivolgere a voi un pensiero grato e riconoscente.

La Pasqua è la festa della "Resurrezione". Ho pensato quindi di augurarvi la Buona Pasqua inviandovi questo breve racconto della storia di EVELINA, una giovane ragazza -madre che alcuni mesi fa' abbiamo accolto assieme ai suoi due bimbi nella nostra Casa-Famiglia "Tupendane". Nella vicenda di Evelina potrete da un lato intravedere il degrado sociale della società congolese causato delle devastanti condizioni di povertà in cui la stragrande maggioranza della gente è costretta a vivere a causa dal cattivo governo dei suoi dirigenti politici e dall'altro lato scoprire "la forza rigenerante" che il Signore sa mettere in opera attraverso un piccolo gesto di compassione e di accoglienza.

Evelina, trovandosi sola e in una situazione di grande sconforto aveva compiuto un gesto, diremmo, "estremo". Presentandosi un giorno nel nostro Centro Nutrizionale aveva chiesto a una mamma che attendeva assieme al suo bambino malnutrito se poteva tenerle un istante il suo neonato mentre lei andava al gabinetto. Poi era scomparsa abbandonando il suo piccolo senza tornare a riprenderlo. Non per cattiveria o perversione, ma nella speranza che il suo bimbo avesse la fortuna di trovare qualcuno chi potesse assicurargli una vita migliore. Come avevamo fatto per alcuni altri bimbi abbandonati siamo andati nell'ufficio della Protezione dell'infanzia per ottenere una autorizzazione legale di "affido", sperando in seguito di poter rintracciare la sua mamma. Il giorno dopo la mamma, In preda al rimorso per il gesto compiuto, è venuta lei stessa da noi tutta sconsolata.

L'abbiamo accolta con dolcezza e abbiamo parlato a lungo per poter conoscere a fondo la sua situazione.

Il neonato abbandonato Evelina in pianto

Dopo il solito sacco di bugie che, come tante altre persone particolarmente provate in un primo tempo ci raccontano, siamo riusciti a ricucire pian pianino la sua triste storia.

Evelina ha più o meno 18 anni e, come tante altre ragazze ha sofferto moltissimo fin dalla prima infanzia.

La mamma che viveva col babbo vedovo l'aveva avuta in una delle tante "avventure" e la bimba viveva con lei in casa del nonno di cui aveva preso il cognome. Aveva appena due anni che la mamma morì e rimase orfana col nonno che non sapeva accudirla. Una zia materna fino all'età di 7 anni, l'aveva presa in casa sua a Bukavu. Poi, non avendo i mezzi per mandarla a scuola, l'aveva affidata a un'altra sorella che era in condizioni economiche un pochino migliori. Aveva potuto così la fortuna di poter frequentare la scuola elementare e proseguire con la scuola media. Fu allora che rimase incinta e divenne ragazza-madre con un primo figlio. Con fatica le perdonarono la scappatella. Due anni dopo ebbe una seconda gravidanza.

Prima che se ne accorgessero, abbandonò lei stessa, per paura, la famiglia cercando di arrangiarsi a vivere alla belle meglio in uno dei quartieri più degradati di Bukavu. Al momento del parto trovò una buona donna che la fece partorire in un dispensario del quartiere, senza poter fare di più per lei.

Trovandosi sola con un bimbo di due anni e un altro appena nato, lo sconforto l'ha travolta spingendola a compiere quel gesto sconsiderato che in condizioni normali non le sarebbe mai venuto in mente di fare.

Aveva bisogno di conforto e di serenità e quindi l 'abbiamo accolta volentieri nella Casa-Famiglia assieme ai suoi due bimbi. In questo clima sereno, con accanto Merida e le altre mamme che si occupano dei numerosi bambini, Evelina pian pianino è letteralmente rinata.

Aiuta le altre mamme nei vari lavori della Casa, dedica un po' di tempo anche, lei che aveva fatto la scuola media, ai nostri i bimbi più piccoli che non vanno ancora a scuola intrattenendoli e prodigando loro piccoli insegnamenti.

Evelina mentre intrattiene i bimbi più piccoli Evelina coi suoi due bimbi: David e Israel

Morale di questa storia: anche nelle situazioni più critiche e disperate "la forza rigeneratrice della Pasqua" compie i suoi miracoli.

Assieme a tutti i nostri bambini e alle mamme che li accudiscono ricevete i nostri più sentiti Auguri di una Pasqua serena e gioiosa.

P. Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu (R.D.Congo)

REALIZZAZIONE dei PROGETTI

L'anno 2018 è stato un anno "di grazia", un anno tutto speciale.

Dopo il mio ritorno in Congo all'inizio di Novembre 2017, dopo alcuni mesi di permanenza in Italia per controlli sanitari, ho ripreso la mia attività con maggior grinta ed energia, superando un sentimento di demoralizzazione che provavo anche a causa della progressiva perdita dell'udito emersa in questi ultimi anni. Ma ciò che mi ha maggiormente ridato coraggio è stata l'assicurazione da parte del nuovo Superiore Regionale che le Opere Sociali intraprese da diversi anni a KADUTU a favore dei bambini, mamme e famiglie indigenti erano "finalmente" considerate come un impegno qualificato della Congregazione dei Missionari Saveriani in Congo.

Alla fine del mese di novembre 2017 si è presentata l'opportunità da tanto tempo agognata di poter acquistare la parcella di terreno contigua sede fino allora di una setta religiosa.

Non abbiamo a cogliere questa provvidenziale occasione che permetteva un'espansione della Casa-Famiglia per allestire uno spazio di gioco coperto che mancava ai bambini.

Inoltre, la domenica, questo ampio locale poteva essere utilizzato per la celebrazione domenicale della Messa come "momento forte" per una formazione umana e religiosa dei bambini e dei loro genitori o familiari.

Questo acquisto ha dato nuovo slancio all'attività della Casa-Famiglia "Tupendane che da 11 anni accoglie e offre assistenza a bambini particolarmente vulnerabili, o perché rimasti orfani, o perché vittime di negligenza o abbandono da parte dei loro genitori.

Questi lavori di ampliamento li ho iniziati all'inizio di febbraio nella nuova parcella dove era innanzitutto necessario costruire il muro di cinta e demolire la chiesa fatiscente della setta ricuperando il materiale utile (mattoni, capriate di legno, porte e finestre) per poterlo riutilizzare.

Nel frattempo, facendo la progettazione globale dei lavori da eseguire ho ritenuto fosse arrivato il momento di rialzare di un piano tutta la parte anteriore dell'edificio della Casa-Famiglia costruito nel 2009, in modo da ottenere dei dormitori più ampi, una sala-laboratorio di sartoria per le mamme, un'aula per l'istruzione dei bambini, una sala per l'accoglienza dei ospiti, due stanze previste per ospitare casi di emergenza e uno settore (tre stanze e una sala) riservato all'accoglienza di eventuali visitatori.

Un progetto ambizioso che abbiamo portato avanti fino alla fine dell'anno con successo e grande soddisfazione.

Un investimento che, a prima vista, potrebbe sembrare elevato, ma in realtà per la mole del lavoro realizzato è un costo modico dovuto essenzialmente solo all'acquisto di tutto il materiale necessario: cemento, sabbia, pietre, ghiaia, mattoni, piastrelle, materiale elettrico, materiale per la fabbricazione di porte e finestre, capriate, soffitti ecc. e il pagamento degli operai: muratori, carpentieri, idraulici, saldatori, elettricisti, piastrellisti ecc., tutta gente povera che ha potuto beneficiare di un introito per mantenere le loro famiglie. Tutto il piano di progettazione l'ho fatto io stesso servendomi del consiglio di due amici esperti nel campo edilizio.

Per la realizzazione di questo Progetto che non figurava tra quelli di cui avevo compilato le schede coi bilanci preventivi nel 2017, non ho voluto disturbare nessuno.

La Provvidenza mi è venuta incontro con una donazione di EXPERT-ITALIA fatta attraverso L'Associazione "Amici di Padre Querzani" di Forlì e per il resto ho utilizzato i soldi che si trovavano in giacenza presso l'Associazione Onlus "La Tua Mano per la Pace” di Brisighella e presso il nostro Economato Saveriano di Bukavu, soldi che tanti di voi avevano donato precedentemente in diverse occasioni.

Questo dell'ampliamento dell'edificio della Casa-Famiglia è quindi stato un progetto del tutto eccezionale e non preventivato.

Resoconto dei Progetti Preventivati

Il Progetto N.1 riguardava il CENTRO NUTRIZIONALE frequentato da centinaia di Bambini denutriti e l'AIUTO SOCIALE alle famiglie più indigenti.

Le spese sostenute comprendono essenzialmente l'acquisto degli alimenti: Mais, Sorgho, Soja, Riso, Fagioli, olio, latte in polvere, zucchero, pesce.... e la remunerazione del personale impegnato in questa attività. Questa Assistenza Nutrizionale ha interessato un numero elevato di bambini: 5.232 con una media di 436 bambini denutriti ogni mese. Tra i nuovi casi di denutrizione che si presentavano ben 156 bambini, affetti da denutrizione grave, abbiamo dovuto ricoverarli nell'apposito Centro dell'ospedale generale di Bukavu.

Faccio notare che il PAM (Programma Alimentare Mondiale) che gli anni precedenti ci forniva una certa quantità di farina composita per la preparazione della pappina coloro-proteica, quest'anno, a causa della emergenza umanitaria creatasi nella Provincia del Kasai, nel 2018 ha sospeso ogni aiuto e abbiamo dovuto comperare tutto.

Il Progetto N.2 riguardava il l'ASSISTENZA dei bambini della “CASA-FAMIGLIA": nutrizione, igiene, equipaggiamento, lavori di manutenzione, cure sanitarie, acqua, corrente elettrica ecc. Faccio notare che la Casa-Famiglia è un vero porto di mare nel quale affluiscono tante persone oppresse dalla miseria e bisognose di aiuto, e pur non potendo rispondere a tutti i bisogni, nessuno torna a casa senza aver mangiato qualche cosa.

E la domenica, dopo la celebrazione della Messa, non pochi bambini assistiti negli anni precedenti e anche alcuni genitori si fermano per poter pranzare.

Il Progetto N.3 riguardava l'attività del Centro SOCIALE "Tusaidiane" situato nel quartiere popolare di CIMPUNDA per la formazione professionale delle mamme in Sartoria e Ricamo. Approfittando del prezzo favorevole delle macchine da cucire che dovevamo offrire in dono alle mamme alla fine della loro formazione, ne abbiamo comperato un numero eccedente al bisogno immediato, per cui una parte sono rimaste in giacenza per la fine dell'attuale anno di formazione 2019 che terminerà alla fine di giugno. Il progetto è stato finanziato dell’Associazione LA TUA MANO PER LA PACE di Brisighella.

Una particolarità dell'attuale anno di formazione iniziato nel mese di settembre 2018 è che abbiamo deciso di aggiungere ai Corsi di Sartoria e ricamo per le mamme anche un Corso di ALFABETIZZAZIONE per una sessantina di mamme che non sanno né leggere né scrivere.

Inoltre abbiamo deciso di dare inizio a una SCUOLA di RECUPERO SCOLASTICO a favore di bambini e bambine di età superiore ai 10 anni ai quali la povertà delle loro famiglie aveva finora precluso l'accesso all'istruzione scolastica oppure per la stessa ragione avevano dovuto abbandonarla.Abbiamo iniziato con due classi con un totale di 78 allievi.

Il PROGETTO N. 5 riguardava l'ASSISTENZA SANITARIA dei bambini malnutriti e di altri bambini poveri che affluiscono nel nostro Centro, progetto assunto dall'Associazione "Fonte di Speranza" di Lainate (MI).

Le cure sanitarie dei bambini denutriti sono prodigate normalmente da Suor Rosina nell'ambulatorio del Centro Nutrizionale. Non è raro che si debbano inviare i bambini più gravi in un apposito Centro dell'Ospedale generale di Bukavu. I casi inviati all'ospedale nel corso del 2018 sono stati 156.

Il Progetto N.6 riguardava la "SCOLARIZZAZIONE" dei bambini che in Congo è un problema serio per le famiglie più povere in quanto è ancora vigente l'iniqua e incostituzionale "Tassa scolastica" che per tante famiglie è un vero assillo.

Questo progetto, che consiste nell'assicurare agli scolari il materiale scolastico di cui hanno bisogno e il pagamento di quella famigerata "tassa scolastica" chiamata "Prime".

Questa spesa è stata coperta con una parte dei soldi dell'attività dei Sostegni a Distanza (SAD) gestita dall'Associazione "La Tua Mano per la Pace" di Brisighella.

Al termine di questo resoconto sento di dover ringraziare di cuore le Associazioni che hanno generosamente contribuito alla realizzazione di questi numerosi Progetti sociali così importanti in questo Paese ancora dominato da tanto malgoverno, tanta corruzione e una povertà sempre più diffusa

Sento il dovere di citare in particolare:

- l'Associazione "Amici di Padre Querzani" di FORLI'

- L'Associazione "La Tua Mano per la Pace" di BRISIGHELLA (RA)

- l'Associazione "Fonte di Speranza" di LAINATE (MI)

- tutte le altre Associazioni: "C’era una volta il Ricamo", il gruppo di volontariato che fa capo all'amica Oriana Bandini a Brisighella, gli "Amici di Felisio", L'Associazione Famiglia Speranza"...

- le Istituzioni: Centro Missionario della Diocesi di Faenza-Modigliana, il Comitato contro la fame nel mondo di Forlì, le Parrocchie e i sacerdoti amici: Albereto-Prada, Gaiano-Casanola, Errano, Fognano-Pieve Thò, Bagnacavallo, Fusignano, Solarolo ...

- i Gruppi di aiuto solidale (il gruppo di Amici che fa capo a Silverio Maffei di Reggio Emilia e Modena), il Gruppo "l'abbraccio del Kivu" di Reggio Emilia, gli Amici di Celle e Casale Faentino, il Gruppo Missionario di Nuvolento ...

- le tante persone, in particolare i miei compaesani di Brisighella, che offrono il loro contributo solidale alle Associazioni sopracitate.

Mi scuso se ho tralasciato di citare altri benefattori.

A tutti assicuriamo la nostra più viva riconoscenza e la nostra preghiera.

PREVISIONI per il 2019

Nel 2019, con l'aiuto della Provvidenza che agisce attraverso la vostra generosità, intendiamo innanzitutto portare avanti tutti i Progetti precitati di cui sto inviando le Schede.

Vorremmo inoltre, nei limiti delle nostre possibilità, realizzare anche alcuni altri Progetti che riguardano le strutture nelle quali si svolgono le nostre attività.

1. I lavori di ampliamento della CASA-FAMIGLIA che sembravano terminati, in realtà non lo sono ancora. A metà gennaio infatti abbiamo avuto la fortuna di poter acquistare anche un'altra parcella di terreno anche questa contigua alla Casa-Famiglia. Questo terreno ci permetterà di dotarci di alcune strutture con le quali vorremmo raggiungere l'importante obiettivo di auto-finanziare, almeno in parte, la Casa-famiglia.

A questo scopo intendiamo costruire, a livello della strada antistante il nuovo edificio della Casa-Famiglia e in continuità con esso, tre negozi da affittare e all'interno della parcella, sotto i negozi, un grande pollaio per l'allevamento di galline da ingrasso, in parte da consumare e in parte da vendere, e di galline ovaiole per il consumo e la vendita delle uova.

Se ci riusciamo, vorremmo anche installarvi un forno metallico per la produzione del pane e

intraprendere anche la produzione del sapone.

La parte restante della parcella costituirà un giardinetto con due alberi da frutta e un piccolo bananeto nel quale, quando fa bel tempo, i bambini potranno giocare all'aperto.

Affidiamo tutte queste aspirazioni e questi nuovi Progetti alla benevolenza del Signore. E' stato Lui ad affidarci tutti questi bambini che hanno ritrovato la gioia di vivere e aspirano a una vita migliore.

2.Abbiamo cominciato a ristrutturare il piccolo complesso di Casette denominato "Casa Betania" costruito circa 10 anni fà nel quartiere popolare ELILA allo scopo di offrire un alloggio gratuito alle famiglie di mamme vedove o abbandonate coi loro bambini.

Riteniamo anche questa un'opera sociale molto importante.

3. In attesa della fine della stagione delle piogge che di solito termina nel mese di giugno in coincidenza con la fine dell'anno scolastico, avremmo intenzione di operare alcuni LAVORI di AMPIAMENTO anche nel CENTRO SOCIALE di CIMPUNDA rialzando di un piano le due ali laterali del complesso edilizio. Questo ci consentirà di adibire nella parte superiore le sale necessarie per i Corsi di Alfabetizzazione e di SARTORIA e RICAMO per le mamme, riservando tutta la parte restante con 9 aule scolastiche alla SCUOLA di Recupero per i ragazzini e ragazzine in ritardo scolastico.

Qualcuno potrà forse pensare che esagero a voler fare tante cose... , ma, se fosse qui e vedesse coi propri occhi i bisogni ci sono, sarebbe d'accordo con me. Noi Missionari non siamo qui non solo per parlare, ma per aiutare questa gente a raggiungere uno livello di vita più decente.

Personalmente sento di doverle fare e ho fretta di farle perché a 75 anni sento che "la vecchiaia" incalza. Poi verrà magari il tempo in cui non potrò più fare tante cose, se non .. dedicarmi alla preghiera..

Coi più cordiali saluti a tutti

P. Giovanni Querzani

Missionario a Bukavu (R.D.Congo)